Presentazione del libro del prof. Giuseppe Fontana

Sellia Marina, Mercoledì 31 Gennaio 2018 - 13:54 di Redazione

Quest’opera del prof. Giuseppe Fontana non si può definire riduttivamente solo un “libro”.  Assume vari significati ed interessi, individuabili dalla cultura del singolo lettore, ma straordinariamente uniti da un unico scopo che secondo me ha mosso il suo Autore: l’amore per il territorio. Il testo parte da lontano, dalla formazione dell’Universo, attraversando le varie fasi della formazione del nostro sistema solare e della Terra e raccontando con sapienza la nascita e l’evoluzione della vita sul pianeta. E’ una parte appassionante del libro i cui capitoli dedicati all’argomento assumono il significato di un racconto storico che ci spiega da dove siamo arrivati. La comparsa dell’uomo e lo sviluppo delle prime civiltà sono accompagnate dalla spiegazione degli antichi miti che coinvolgono la natura, a dimostrazione di uno stretto legame tra l’uomo ed essa che la società industriale va man mano perdendo. Fontana ci ricorda lo stretto legame che l’uomo ha con questa mitologia, ora appannaggio solo di pochi studiosi delle materie classiche, ma che l’uomo ha sempre coltivato, fino almeno al secolo scorso, nelle arti in cui estrinseca la propria creatività, raggiungendo a mio avviso uno dei punti più alti nella scultura di marmo di Bernini, Apollo e Dafne, in cui non si assiste solo alla trasformazione della ninfa in pianta, ma soprattutto alla trasformazione del freddo blocco di marmo in carne tragicamente viva e fronde rigogliose che ne acquietano le sofferenze. Il capitolo che Fontana dedica a quest’opera geniale mi ha fatto ritornare la smania di andare a rivedere la statua dal vivo, alla Galleria Borghese a Roma, dove di fronte ad essa ho capito per la prima volta cosa fosse la sindrome di Stendhal.    A questo punto il libro di Fontana diventa un prezioso manuale di botanica, ma senza scadere nella mera elencazione delle caratteristiche delle varie specie, mettendo sempre in primo piano l’interazione della pianta con l’ambiente e con l’uomo, soffermandosi sugli aspetti positivi e negativi di tali interazioni, ed indicando la via per renderle utili sia dal punto di vista materiale che, soprattutto, spirituale. Scrive Fontana: “Il culto per la Natura e il rispetto verso tutte le forme di vita è un sicuro contrassegno di civiltà. Questo modo di essere civili si manifesta con particolare evidenza nella ricerca del verde, nel volere una presenza del verde accanto alle nostre case, nelle nostre città, nei luoghi di lavoro.” E’ una vera e propria linea di condotta culturale e politica che ci da Fontana, ma che spesso rimane inascoltata non solo dai decisori delle politiche mondiali, ma anche dalla maggior parte dei singoli abitanti del pianeta. Qui irrompe il Fontana professore, pedagogo, che dimostra di nuovo, se era ancora necessario, il legame della sua cultura di agronomo con l’etica dell’uomo:  “Le scuole dovrebbero riservare, nel loro progetto educativo e formativo, un posto di primo piano a progetti ed attività volti a sensibilizzare i propri studenti verso temi ambientali ed ecologici, nella convinzione che la tutela del territorio non si attui soltanto con leggi e normative, ma sia necessario contribuire alla formazione di cittadini capaci di migliorare le proprie scelte e assumere comportamenti sempre più sostenibili. Ecco dunque il valore e la centralità dell’Educazione Ambientale, il cui compito vero non è tanto insegnare ai bambini il nome scientifico di questo o quell’albero, o di dirigere la loro attenzione solo su animali e vegetali in estinzione, che è pure importantissimo, quanto quello di infondere amore per la Natura.” Tutta la scrittura del libro, e sicuramente la sua ideazione, si basano sul concetto di infondere nel lettore l’amore per la Natura, che Fontana, coerentemente con se stesso, scrive con l’iniziale maiuscola. Non è un caso che l’ultima parte del libro sia intitolata “Natura, psiche, educazione”, in cui Fontana dimostra chiaramente e con sapienza il carattere pedagogico della sua opera. Il libro è anche un testo di storia della tecnologia dell’uomo, laddove la tecnologia utilizza le piante per la produzione. Il lettore potrà godere della rievocazione di antiche tecniche di lavorazione ormai perdute, ma che per millenni hanno accompagnato l’uomo, ma anche documentarsi sulle moderne tecniche di produzione, trattate con dovizia di particolari scientifici e tecnici. Di enorme interesse storico è il capitolo dedicato alla seta, con particolare attenzione alla Calabria, punto finale del percorso geografico di Fontana che abbraccia tutto il pianeta e che dimostra il suo amore per questo territorio, che però non scade mai nella facile retorica e nel vittimismo, ma che si estrinseca nell’esame obiettivo degli avvenimenti. Nella parte terza del libro Fontana si occupa delle piante medicinali, seguendo sempre lo stesso utile percorso didattico: dalle piante medicinali di tutto il pianeta si arriva a quelle del Meridione d’Italia, cominciando dalle piante utilizzate in epoca preistorica fino ad arrivare ai nostri giorni, sempre unendo la trattazione storico-mitologica alle conoscenze scientifiche attuali. Nella parte VI viene trattata la pastorizia, con la descrizione degli animali domestici che hanno accompagnato le vicende dell’uomo e che oggi molti bambini stentano a riconoscere o ignorano completamente. In conclusione, il libro del prof. Fontana, che dimostra di avere una capacità innata nel coniugare la cultura scientifica a quella classica, è di sicuro interesse per una vasta gamma di lettori: studenti, docenti, botanici, storici, naturalisti, escursionisti (dove per escursionisti l’autore tiene a distinguere tra amanti della natura e semplici paninari della domenica). E’ un vero e proprio manuale che chiunque potrebbe tenere nella sua libreria per leggerlo, con avidità ed interesse nonostante la sua lunghezza, e per riprenderlo in caso di necessità. Ma è anche uno strumento per la risoluzione tecnico-scientifica di alcuni dei problemi che oggi attanagliano i nostri territori, continuamente violentati dall’ottusità e pochezza culturale di politici sempre proni al potere economico che sta portando verso la distruzione di questo fantastico pianeta in cui ogni essere vivente è concatenato all’altro in una continua ricerca di vita e di sapere, come indica il Fontana che a tratti riscopriamo poeta: … Un fruscio di ali riparte il gufo a caccia va di pensieri e di conoscenza.                                                                                                             Ing. Roberto Longo                                                                                               Coordinatore Regionale Calabria                                                                                                 dei Meridionalisti Democratici



Testata Registrata al Tribunale Catanzaro N.R. 1078/2011 N.R.S. 12   |   Direttore Responsabile Alessandro Manfredi   |   P.Iva 03453040796 Media Web srls
Tutti i diritti riservati ©   |   Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - ROC NR. 21658 2code 2code